A.I. Artisanal Intelligence | Work Where – Artisans of the Oltrarno
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Work Where – Artisans of the Oltrarno

Galleria Ceri

11-15 giugno 2018

Il progetto mira a documentare il patrimonio artigianale della città di Firenze, un knowhow unico al mondo da preservare e trasmettere alle nuove generazioni. Tecniche di lavorazione, ma anche storie e aneddoti, rappresentano un patrimonio culturale che è un vero e proprio archivio umano. Gli artigiani dell’Oltrarno diventano così protagonisti del progetto fotografico Work Where del fotografo polacco Marcin Gierat. Alessandro Possati, curatore e ideatore del progetto, ha documentato le storie degli artigiani con una serie di interviste video.
La tecnica adottata da Marcin Gierat per i ritratti in mostra è la sintesi del rapporto fra arte, tecnologia e artigianato. Grazie alla scelta del collodio umido un sistema di stampa artigianale che nasce più di due secoli fa, falegnami, sarti, bronzisti e gli altri artigiani dell’Oltrarno diventano figure senza tempo.
La patina che copre le immagini dei loro visi e luoghi di lavoro non è quella del tempo ma è lo spessore dell’esperienza, è l’aura visibile del fascino della storia del lavoro e dell’uomo. La fotografia diventa così il mezzo per documentare ma anche quello per narrare, non si limita a mostrare ma va più nel profondo superando i suoi limiti artistici. Il concetto di riproducibilità dell’opera che vede la fotografia come arte minore o più simile al design, cade nella tecnica usata da Gierat e si sposta nelle arti come scultura e pittura.
Il progetto, creato in collaborazione con Danilo Ceri che lo ospita nel suo spazio, nasce da Alessandro Possati curatore e ideatore della mostra, che da anni si pone il fine di rappresentare l’artigianato in una forma contemporanea. In questa collaborazione con l’artista polacco nato a Cracovia nel 1978, riesce a dimostrare la sua teoria di epica contemporanea del lavoro artigianale, in modo concreto ed efficace. Non a caso viene promossa da A.I. Artisanal Intelligence, la struttura che da anni fa ricerca e promozione della cultura artigianale.
Ogni foto realizzata con questa tecnica è unica, è impossibile crearne due uguali, può essere utilizzata su diversi tipi di superfici. Una variazione fatta su una superficie di vetro nero, come la maggior parte delle foto di Marcin Gierat, si chiama ambrotype. I ritratti quindi, pur essendo fotografici, sono pezzi unici grazie alle variabili che agiscono sul lavoro sulla sensibilità della lastra che la rende ottimale solo quando lo strato di collodio é ancora bagnato e richiede una particolare abilità del fotografo. Il nome deriva dal fatto che la lastra di vetro inserita nella fotocamera deve essere ancora bagnata dopo essere stata immersa in una soluzione di nitrato d’argento, che forma ioduro d’argento.
Ancor prima, la piastra deve essere rivestita con una miscela di ioduro solubile aggiunto alla soluzione di collodio. Alla fine, la piastra viene sviluppata versando su di essa una soluzione di acido pirogallico e fissata con una soluzione forte di tiosolfato di sodio, per il quale il cianuro di potassio viene successivamente sostituito. Lo sviluppo e il fissaggio immediati sono fondamentali perché, dopo che il film al collodio si è asciugato, diventa impermeabile e le soluzioni di reagente non possono penetrarlo, pertanto, l’intero processo deve svolgersi in circa dieci – quindici minuti. A causa dei tempi, e per il fatto che le sostanze chimiche sono altamente sensibili all’esposizione dell’aria e allo sporco, è piuttosto difficile usare questa tecnica all’esterno. Le sostanze chimiche sono tossiche, quindi è consigliabile che il fotografo indossi una maschera durante l’intero processo. Tuttavia, a differenza di molte tecniche antiche, offre un livello elevato di dettaglio e chiarezza. Fu inventata quasi simultaneamente nel 1851 dall’inglese Frederick Scott Archer e dal francese Gustave le Gray ma Archer che è considerato il padre della tecnica del collodio umido perché è il primo a presentare al pubblico le foto, durante la Grande Esposizione Universale al Crystal Palace di Londra.
In un’epoca in cui con il digitale i tempi della fotografia si riducono al minimo, la lentezza diventa un requisito di approfondimento e cura, una dote artigianale che esalta il gesto artistico.


Marcin Gierat 
Nato a Cracovia nel 1978, ha studiato all’Univesristà Jagellonica di Cracovia (diploma in Marketing e Comunicazione Sociale, laurea in Scienze politiche e relazioni internazionali). Nel 2005 si è trasferito a Firenze, dove ha studiato fotografia di moda all’Accademia Italiana (diploma nel 2006, presso lo studio di Robeto Quagli). Nello stesso anno ha cominciato a lavorare presso lo Studio Quagli, con cui collabora tutt’ oggi. Nel 2011 è tornato a Cracovia dove ha aperto lo studio GSQUARE in collaborazione con la sede di Firenze. Gierat si occupa di fotografia artistica e fotografia di moda. Lavora in Polonia e in Italia, collaborando con lo Studio Quagli. Marcin fa parte della associazione artistica LEA44.
More info: http://gierat.com

Alessandro Possati
Nato in America ma veneziano da generazioni e nel profondo dell’animo, Alessandro Possati combina I suoi studi ed esperienze manageriali con la passione per l’arte e la cultura. Fondatore dell’organizzazione culturale Zuecca Projects e della casa di produzione Illumina, ha collaborato con istituzioni culturali e artistiche internazionali come la Guggenheim Foundation, Save Venice, Venetian Heritage, Pinault Foundation, EXPO CHICAGO, Chicago Architecture Biennale, e La Biennale di Venezia.

Danilo Ceri
La passione per il vintage e le uniformi militari accompagna Danilo Ceri fin dall’infanzia, quando girava con suo padre per i mercatini di antiquariato. Da questa sua passione è poi nato un negozio/atelier che da oltre 20 anni si trova in Via dei Serragli a Firenze: Ceri Vintage, punto di riferimento per stilisti e collezionisti di abiti d’epoca ed accessori dal 1800 fino gli anni 60.
Danilo Ceri ha partecipato a molteplici fiere in Inghilterra e Francia, oltre ad essere presente costantemente a Pitti Uomo a Firenze.
Questo anno ha ideato Casa Craft, un evento fuori salone che abbina arte, moda e musica presso l’Ostello Tasso di Firenze.

A.I. Artisanal Intelligence A.I. Artisanal Intelligence curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de Navasques, si occupa di progetti di sviluppo della creatività contemporanea con particolare attenzione alla promozione del made in Italy. È un progetto nato all’interno di Altaroma ma che si é espanso, é diventato un modello richiesto da eventi e fiere internazionali. Collabora con istituzioni pubbliche e private, sostiene giovani designer, artigiani ed artisti. Crea strategie di comunicazione trasversali capaci di creare nuove strade allo sviluppo economico e culturale per piccole e grandi realtà. Disegna progetti contemporanei che uniscono diverse competenze creative e produttive per costruire confronti e scenari diversi di mercato e cultura.

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