A.I. Artisanal Intelligence | A.I. Grand Tour | Luglio 2016
8354
single,single-portfolio_page,postid-8354,ajax_fade,page_not_loaded,,wpb-js-composer js-comp-ver-4.5.2,vc_responsive
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background

A.I. Grand Tour | Luglio 2016

English version

 
Roma come tappa fondamentale del Viaggio destinato a costruire l’identità di artisti e designer contemporanei.
Nel duecentesimo anniversario dalla prima edizione di “Viaggio in Italia” di J.W. Goethe, A.I. Grand Tour propone l’immortalità della forza del viaggio e del passaggio a Roma. Quella che veniva definita come esperienza irripetibile per costruire il mito di se stessi, a partire dal XVII secolo, culminava in l’Italia tra le rovine dell’antica Roma, le ville palladiane o gli scavi di Pompei. Un fascino di cui rimane traccia nelle opere di artisti che non sono mai ripartiti da qui come H.C. Andersen, che lascia tante sculture da riempire un meraviglioso piccolo museo romano, documenti letterari come quello di Goethe o del barone di Montesquieu e di Charles Dickens e nel cinema dal “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini a “Camera con Vista” di James Ivory fino al “Ventre dell’Architetto” di Peter Greenway. Il Grand Tour è l’esplorazione di un luogo e di noi stessi, è la ricerca romantica di esperienze dettate da altri ricordi, altre architetture, altri monumenti più che dall’incontro con altri uomini: una mitologia personale che si costruisce solo con il coraggio di guardare oltre, aiutati dalla bellezza. Basandosi su questa tesi, A.I. Grand Tour presenta una serie di designer e artisti viaggiatori. Come centro simbolico l’heritage, la radice più profonda, in questa edizione rappresentata dagli ultimi artisti/artigiani che ancora realizzano il Micromosaico: saranno esposte opere storiche e contemporanee, piccoli gioielli che rappresentano la prima forma di visualizzazione della immagine di un ricordo, il primo “schermo” dove le micro tessere rappresentano l’origine del pixel contemporaneo. I designer selezionati esprimono tutti delle caratteristiche di ricerca frutto della loro identità di ricercatori, di esploratori di altri mondi forti dello studio della tradizione. Temi come la “Chimica Romantica” o la rivisitazione del lusso dei copricapi del ‘700 fatta da cappellai giovanissimi, elementi di culture ungheresi
che rileggono con la tessitura i pavimenti cosmateschi, le scarpe elegantissime che raccontano la creatività complessa di un viaggiatore raffinato. La visione onirica del concetto di elemento che compone il tutto, della tessera tagliata come archetipo del pixel è realizzata da Livia Cannella che da anni lavora con le proiezioni come forma di racconto, proiettando le immagini sul tessuto urbano come nei Musei in quelle che lei definisce Scene di Luce. Il Viaggio raccontato dall’artista è l’installazione di Ophelia Finke che la Art Catlin Guide ha definito nel 2014 come la più talentuosa giovane inglese del momento e che ha già collaborato con la moda nella campagna SS 2015 per McQ Alexander McQueen.
Il fenomeno unico della moda romana, fra couture e cinema, è espresso da un abito personale e un costume di scena per una diva come Ingrid Bergman realizzati da Fernanda Gattinoni. I costumi per “Europa 51” di Roberto Rossellini che con lei gira anche “Viaggio in Italia” ed un cappotto per raccontare un rapporto fra la diva e Madame Fernanda che nel 1951 porta alla copertina di Vogue e lancia negli Stati Uniti il marchio.

DESIGNER
 
Boglàrka
 
Boglarka Bagos è una giovane designer ungherese che ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma e alla Moholy Nagy di Art and Design di Budapest con una tesi su Roma. I suoi capi di maglieria trasformano i segni della memoria artistica in tecniche raffinate di trame che riportano agli intarsi dei pavimenti cosmateschi e alle tecniche orafe di incastonatura di pietre: l’abito diventa manufatto artistico grazie alla sperimentazione del confezionamento.
 
Celeste Pisenti e Stefano Russo
 
Presentano insieme la “Chimica Romantica”, un progetto composto da abiti, accessori e immagini che racconta la condivisione dell’amore per la sperimentazione attraverso un percorso culturale tra scienza e filosofia per arrivare alla bellezza. Un viaggio segnato dall’incontro con gli abiti neoclassici realizzati con materiali preziosi, dalle forme lussuosamente semplici di Celeste Pisenti e dagli strumenti gioiello di Stefano Russo. La natura di artista e designer poliedrico di Stefano Russo guida il progetto con la sicurezza dell’inventore e l’esperienza di chi collabora con brand importanti come Louis Vuitton, Prada, Miu Miu, Armani o Jill Sander per gli occhiali, ma anche con la GSE creando un sottomarino di lusso.
 
Cesare Gatti
 
Lo storico Lanificio Cesare Gatti rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy nella produzione del cachemire. La terza generazione dell’azienda di famiglia, Cesare Luigi Gatti, ha ripreso i segreti della tradizione artigianale per unirli alla sperimentazione nelle tinture e nei trattamenti. Colori intensi, dissolvenze e sfumature, esaltano la morbidezza e la perfezione di stole, sciarpe e preziosissimi accessori.
 
Gergei Erdei
 
Viene dal Corso di Fashion Design and Technology del London College of Fashion, questo giovanissimo designer affascinato dai segni del tempo e dalle incrostazioni che ricoprono le reliquie della città eterna. Segni naturali che riporta sulla sua collezione con le texture realizzate con tinture a mano fatte con pigmenti naturali, cercando di riprodurre la patina dell’antico lasciata sul guardaroba di un viaggiatore dandy del XIX secolo.
 
Haetts
 
Geniale e ironica reinvenzione di un fenomeno tipico del Grand Tour, quello dei Macarones. Con lo stile che contraddistingue la creatività di questi cappellai olandesi, capaci di lavorare a crochet e utilizzare fibre naturali rispettando quello che la natura ci offre senza manipolarlo chimicamente, rinasce una versione contemporanea di quei cappelli portati da eleganti viaggiatori eccentrici. Un simbolo del viaggio in Europa per scoprire l’aspetto lussuoso ma ludico dell’abbigliamento, un segno di essere andati oltre non solo geograficamente.
 
Manfredi Manara
 
Manfredi Conti Manara nasce a Monaco nel 1990 da madre argentina e padre italiano. Studia al London College of Fashion e viaggia fra Londra, Parigi e New York fino a creare le basi di un universo femminile ecletticamente lussuoso riportando sulle sue scarpe i segni di tutto quello che ha visto. Accessori dominanti che esaltano la femminilità raccontando la storia creativa del viaggiatore: un gusto raffinato cresciuto nei luoghi visitati ed elaborato con un maturo rispetto per l’alto artigianato sia della realizzazione che dell’uso di elementi inusuali come le passamanerie.
 
Maria Sole Ferragamo
 
“Eppur si muove” è il progetto che nasce dalla cultura di una laurea in architettura completata da un Master alla Central Saint Martins di Londra, passaggi che fanno di Maria Sole Ferragamo una perfetta creativa contemporanea: giovanissima, forte anche dell’appartenenza ad una delle famiglie più importanti della storia della moda, riesce a creare il nuovo sull’esperienza del passato. I suoi accessori sono evoluzioni di elementi rinascimentali, di gorgere o crinoline, di architetture che adornano il corpo esaltandone la struttura. Gabbie naturali che circondano il collo o i fianchi fatti di intrecci e geometrie realizzati in pelle: pelle conciata al vegetale che le fa vincere il Primo Premio del Design Craft the Leather del Consorzio Vera Pelle Italiano.
 
Period Features
 
Brand creato dallo stilista giapponese Masakatsu Tsumura, artista e designer profondamente legato all’emozione dell’atto di indossare un abito che sente dall’età di cinque anni e che lo porta a sperimentare ogni tipo di progetto che circonda l’uomo. In India viene affascinato dall’arte della tessitura a mano: tessuti con texture realizzate da trame impalpabili, ma visibili più al tatto che alla vista. Un progetto che parla di un futuro possibile grazie all’uso di materiali sostenibili per forme contemporanee che raccontano la sapienza artigianale.
 
Theodora Bak
 
La cappa reinventata da Maria Federica Bachiddu in tutto lo stile Theodora Bak è l’indumento caratteristico del viaggiatore. Tutti pezzi unici che, grazie a tessuti di ricerca come sete preziose o lane e cachemire morbidissimi ma coprenti, ridisegnano l’identità di un pezzo cult. Ispirata dal costume ma anche dal proprio estro, aiutata da abili artigiani del Made in Italy, smonta e riassembla, aggiunge elementi inusuali fino a creare portabilissimi capi senza tempo.
 
HERITAGE STORY
 
Roman Micromosaic
 
La storia e la tradizione rappresentata da una delle tecniche più rappresentative del Grand Tour, il micromosaico, la creazione di vedute come gioielli o accessori capaci di rappresentare l’immagine di un luogo. Faraoni 137 è uno dei laboratori dove ancora si produce il micromosaico o mosaico minuto, che nasce alla fine del XVIII secolo per realizzare con tessere infinitamente piccole ornamenti quotidiani. Una esecuzione che crea un dialogo fra cervello e mano, movimenti ripetuti ma mai ripetitivi, una pazienza flemmatica per frantumare tessere microscopiche e inserirle nel mastice.
 
ARTISTA
 
Ophelia Finke
 
Art Catlin Guide la considera nel 2014 la più talentuosa artista inglese della nuova generazione. Psicologa e antropologa, completa la sua formazione in chiave creativa alla Central Saint Martins University of Arts. Nasce in Germania, vive e lavora tra Berlino e Londra. Collabora con la moda per la campagna di McQ Alexander Mc Queen SS 2015. Il suo lavoro artistico si basa su installazioni, disegni e dipinti. E’ un’artista che viaggia tra la sperimentazione emotiva e fisica, traduce i ricordi psicologici in grandi “disastri onirici” fatti di assemblaggi completamente bianchi di cose. Il suo ultimo lavoro “I’ve toyed with being a filmare a stockbrocker, even an explorer” era per un progetto incrociato fra Londra e Parigi intitolato Explorers
 
ph. Andrea Buccella