A.I. Artisanal Intelligence | A.I. per la Biennale Architettura di Venezia | giugno 2014
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A.I. per la Biennale Architettura di Venezia | giugno 2014

Le vetrine del famoso Hotel The Bauers scelgono di ospitare una selezione di giovani designer di A.I. Artisanal Intelligence per confermare il valore della “progettazione” anche nel piccolo manufatto. I designer selezionati da A.I. si muovono in ambiti di ricerca identici a quelli di chi progetta uno spazio per cui l’Architettura rappresenta ispirazione, disegno e sviluppo tridimensionale ma anche il rapporto fra il corpo e lo spazio che lo circonda. L’Architettura come segno, le planimetrie come pattern per i tessuti/teli di Barbara Cuniberti di Cascàmi e per i gioielli di Simona Cassai e Marta Saletti di Leda Otto. L’accessorio che si fonde con il corpo come stampato in 3D, antropomorfo, senza tempo come i gioielli di Nora Renaud di Adal, i guanti di Thomasine Barnekow e i cappelli di Elena Todros e Nafi de Luca di Altalen. Le Shootingbag di Alessandro Di Cola dove l’alluminio delle borse prende forme costruttive spigolose e curve riproducendo immagini di oggetti con la memoria di altre funzioni. Dopo Roma e Milano A.I. Artisanal Intelligence a Venezia consolida la vocazione di promotore e rappresentante della nuova cultura artigianale contemporanea.

 

Adal by Nora Renaud_ Forme che si avvolgono su se stesse e torsioni apparentemente casuali nascono al buio in un momento di forte contatto fisico tra le mani dell’artista e la morbida argilla, per diventare gioielli in fusione di metallo che portano alla riflessione. Opere d’arte tout court, che rappresentano il fare e la manualità umana, l’idea platonica del gioiello e ciò significa per i nostri rapporti e le nostre relazioni.

 

Shootingbag 1981 by Alessandro di Cola_ Giovane artista formatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Elabora la borsa, l’accessorio, come un oggetto artistico ma funzionale. La sua distanza dalla moda gli consente di percorrere nuove strade sperimentando l’alluminio come materia da cucire.

 

Leda Otto by Simona Cassai e Marta Saletti_ Leda Otto propone un concept assolutamente unico ed originale che vede ogni singolo pezzo come icona storica e artistica da indossare. I disegni sono frutto di un’accurata ricerca, uno studio meticoloso e un’attenta selezione identifica l’adattabilità del prodotto alla pianta scelta e attraverso specifici programmi grafici, mantiene intatte le proporzioni originali.

 

Thomasine Barnekow by Thomasine Barnekow_ Thomasine Barnekow è una designer svedese che sorprende con la sua magnifica produzione di altissima qualità. Il mondo dei guanti esplode in una miriade di forme e possibilità mostrando una verve nuova e inaspettata: spirali intriganti adornano i polsini, trecce sensuali si arrampicano sull’avambraccio, tagli sorprendenti creano volumi futuristici. Architettura contemporanea, geometrie naturali, materiale manipolato e colori dinamici suggeriscono visioni che sfidano profondamente l’artigianato professionale rinnovando identità e percezione del guanto come accessorio.

 

Altalen by Elena Todros e Nafi de Luca L’accessorio colto, lavorato a mano con l’esperienza dell’artigianato e la contemporaneità della comunicazione. Cappelli e accessori senza tempo, archetipi elaborati e deformati per renderci personaggi irrealmente fantastici.

 

Cascàmi by Barbara CunibertiCascàmi strisce di tempo: come cade un telo e dove accade. Superfici di tessuto realizzati in Senegal ospitano elementi estrapolati da piante architettoniche di edifici monumentali. Spartiti di segni come mappe: stesi, appesi, tesi,cadenti, volanti, sinuosi non danno le forme ma le prendono. Cascàmi sono stampati in serigrafia artigianale su cotone pagne tissè prodotto a telaio manuale in Senegal.