A.I. Artisanal Intelligence | A.I. In-Existent | gennaio 2015
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A.I. In-Existent | gennaio 2015

 

English version

 
Due luoghi simbolici di Roma, una volta parte dello stesso insediamento e ora divisi per evoluzione urbanistica: la Villa Poniatowski restaurata nel ‘700 dal Valadier e un’associazione culturale per l’arte contemporanea negli spazi che un tempo erano scuderia della villa stessa. In un momento di ridefinizione dell’espressione culturale ma anche sociale ed economica della nostra storia, A.I. Artisanal Intelligence indaga la smaterializzazione e la reinvenzione, l’immateriale e l’inconsistente materializzato, per cercare tracce e nuovi segni con l’aiuto del preesistente. Ecco perché l’allestimento dei giovani designer si colloca nella Villa antica, accompagnato dai costumi bianchi di Capucci per la Norma e le strutture che sorreggono l’abito storico crinoline o panier, biancheria autentica e abiti talari del 700 della Sartoria Farani, i costumi di Bussotti della Sartoria Annamode: per mostrare il rapporto fra il nuovo e i fantasmi artisticamente colti del passato. Dentro AlbumArte, spazio indipendente per l’arte contemporanea, l’heritage famoso in tutto il mondo di Albertina con i suoi abiti in maglia talmente belli da essere parte dell’archivio del MET e gli abiti del un giovane couturier Gianluca Saitto, tra cui quelli per Patty Pravo che compare anche in un video del 1968 insieme a Piero Gherardi, il costumista di Federico Fellini.

La Moda quindi come fenomeno apparentemente effimero e inesistente, espressa da giovani designer con una ricerca su quello che sembra non voler esistere più come prima: la lana non è più lana, il tessuto non è riconoscibile e il carbonio diventa materia prima per la moda.

Il nuovo è rappresentato da:
– i gioielli, dalle forme arcaiche e dark di Voodoo Jewels e le geometrie pulite di Design Digest
– le borse di Tania Marta Pezzuolo per il brand Monteneri che usa la fibra di carbonio con pelle di vitello conciato al vegetale per costruire forme plastiche futuribili, le geometrie pulite e decise di Bistrusso ispirate ai temi della natura della Sardegna coraggiosamente attuali con la sperimentazione del sughero e il gusto contemporaneo di Sara Valente con i suoi plissé e i rilievi di pelle che generano eleganza e sensualità, inserendosi nel morbido movimento dei pellami pregiati dove angoli e curve ne completano il design
– le calze di 77 denari per Sensumlab caratterizzate da una stampa serigrafica artigianale e passate al telaio con disegni ispirati alle geometrie della natura.
– gli abiti di Florentina Isac portatori di una profonda analisi sentimentale di due mondi come l’austerità dell’Unione Sovietica e il decorativismo moldavo, la ricerca grafica della maglieria di Elise Perrotta che usa la lana come materia artistica giocando su toni e volumi, Maria Cristina Cerulli sul tema dell’out of focus e del focus e la fusione di materiali e concetti opposti in cerca di un nuovo equilibrio, Hyun Oh che, attraverso una ricerca in maglieria, ritrae il suo modo di intendere una relazione, MAD.E di Ginevra Odescalchi in collaborazione con Elica Sartogo per SO, una capsule dalle linee pulite con le stampe ispirate al guscio delle conchiglie Conus dai toni caldi animalier presentata con le maschere della sartoria teatrale Slow Costume della costumista Giovanna Buzzi.
Un progetto che trova nella moda il pretesto per vivere turisticamente e culturalmente la città.

ph. Andrea Buccella