Iron, le forme libere di Miriam Nori
Avvolgenti, imperfetti, di trame e intrecci, nodosi, aggrovigliati come i pensieri della mente, spirali come le stelle di Van Gogh. Fatti di materia pastosa, sono forme nate a volte da un errore: allora l’imperfezione restituisce al meglio l’emozione del momento dando vita a pezzi unici ed irripetibili. Sono le preziose creature di Iron, l’esperienza artigianale di Miriam Nori, giovane architetto che ha ridotto la sua scala di progettazione al piccolo oggetto, all’accessorio, arrivando ad una estrema ricerca dell’estetica. Tutto nasce da un impulso istintivo, da un’intuizione, una scintilla, dal disordine delle emozioni, dalla quotidianità. Appaiono come forme libere ma in realtà seguono, in fase di produzione, il senso delle proporzioni, della prospettiva, della luce che li colpisce. Come per un edificio Miriam rispetta l’eleganza e la visione d’insieme. Questa sapiente mano artigiana è il frutto di un grande bagaglio culturale e di una naturale attitudine all’arte e all’estetica, che Miriam sceglie di mettere a disposizione della sua grande passione, la moda. Il bronzo è sicuramente il materiale che meglio le consente di esprimere la propria interpretazione del mondo, grezzo, povero, essenziale, lascia spazio alla forma. Fili, nodi, arabesque e rose diventano interessanti se appartengono ad un materiale così rigido e poco malleabile alla lavorazione. Infinite sono le combinazioni per questi oggetti leggeri e preziosi, una rete di comunicazione unica e irripetibile tra chi realizza l’oggetto e chi ne viene in possesso, reti nella forma e nella sostanza.
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