A.I. Artisanal Intelligence | Five Questions to… MARTA FERRI
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Five Questions to… MARTA FERRI

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Five Questions to… MARTA FERRI

In un’afosa serata romana, aggirandomi  nei saloni dell’ambasciata brasiliana tra consolle barocche e creazioni dei  fratelli Campana il mio sguardo è stato rapito dal una figura elise ed evanescente. Era proprio lei: Marta Ferri, astro nascente del Fashion System internazionale. Un’amica comune ci ha messo in contatto e da lì l’idea di conoscerla ed intervistarla. Sofisticata e ironica allo stesso tempo, è già considerata un’icona di stile tra gli addetti ai lavori e i fashionistas di tutto il mondo. I suoi vestiti meravigliosi sono preziosi pezzi unici, realizzati interamente a mano con colori e stoffe ricercatissime. Il suo mood  romantico e vintage allo stesso tempo,  viene interpretato da lei in maniera assolutamente ironica e contemporanea.  Aspettiamo  sabato per  vedere le sue creazione sfilare  sulla passerella di Who’on Next!

1- Iniziamo dal tuo nome,  anzi dal tuo nickname “Marta Marta Marta”, per te più che un nome sembra un modo di essere, come mai?

Tutto è iniziato per caso perché non riuscivo a trovare un account libero per la mia email, poi l’ho riusato nel web e la cosa è piaciuta molto. Da allora i miei amici hanno iniziato ad utilizzare questo nome, diverte loro e anche me.

2-      Da dove nasce la tua passione per la Moda e come hai iniziato?

All’inizio facevo  l’assistente-fotografo per mio padre a New York.  Stanca di questo lavoro, sono tornata in Italia ed ho iniziato a lavorare per Prada. Mi ha sempre affascinato il mondo della Moda, e mi divertiva molto la mia occupazione  di visual merchandising, girando l’Europa per realizzare le vetrine di Prada.  Il mio fidanzato ha una casa in Argentina e così abbiamo deciso di andare a vivere lì per un anno, volevo fare un corso di scultura per realizzare la mia collezione di gioielli. Nel  momento in cui ho deciso di lasciare Prada e di organizzare la mia trasferta lì, mi viene l’idea di creare dieci vestiti per me.  Ho incominciato ad indossare le mie prime creazioni ed hanno avuto un enorme successo. Tutte le amiche me li chiedevano, così  dopo aver venduto i primi tre ho deciso di aprire un mio atelier. Adesso io mi dedico agli abiti, mentre la mia linea di gioielli l’ho fatta realizzare da un laboratorio artigianale. Saranno presentati a New York la prossima stagione.

3-      In che senso il tuo lavoro è considerato artigianale?

In tutti i sensi : incomincio puntando la stoffa sul manichino, dopodichè l’abito viene imbastito e  cucito, passando dalle mie mani a quelle della mia premiere. Il percorso è tutto assolutamente artigianale.

4-      Da dove nasce la tua passione per l’artigianato?

Il lato artigianale della creazione di moda è il lato che più mi interessa e mi affascina. Parto dalla ricerca delle stoffe che sono sempre assolutamente fatte a mano. Ogni pezzo della mia collezione è un pezzo unico, per cui faccio fatica al pensiero di ingrandire la mia produzione. Il mio è un lavoro di nicchia mirato a conquistare chi apprezza questo genere di ricerca.

5-      Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Il primo progetto nell’immediato è Who’s on Next tra qualche giorno a Roma nell’ambito di Altaroma. Sono molto contenta di partecipare a questa selezione perché servirà a far conoscere il mio lavoro a livello internazionale e ad un  pubblico più ampio. In genere mi faccio pubblicità semplicemente  indossando i miei abiti.

 

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