A.I. Artisanal Intelligence | A.I. Remove
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A.I. Remove

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Prosegue la collaborazione tra White e A.I.Fair, il progetto nato in seno ad AltaRoma per promuovere le nuove leve dell’artigianato italiano. Nell’edizione alle porte A.I. diventa A.I. REMOVE e presenta diciotto storie creative di altrettanti artigiani e artisti capaci di reinventare il made in Italy.

Come abitanti di un mondo senza limiti, né muri, con le loro creazioni presentate con l’apparente casualità di un garage-sale della tradizione americana, i diciotto di A.I. Remove avranno uno spazio in via Tortona 27 per borse, accessori, gioielli e abiti, esposti come se facessero parte di un patrimonio domestico, simbolo di un’Italia colta e artigiana.

Altalen, i cappelli per giocare creati da Nafi De Luca, fashion designer e Elena Todros giornalista di moda.

Badura di Aleksandra Badura e Chiara Sabatini che propongono il lusso quasi anacronistico per borse-icona progettate come fossero come gioielli. Preziose soprattutto nella selezione delle pelli rare, raffinate nel contrasto dei colori interno/esterno.

Barbanera sigla scarpe da uomo studiate e prodotte secondo la migliore tradizione artigianale da quattro fratelli provenienti da settori diversi come la pubblicità, il lusso e la musica rock.

Bibijou è disegnata e realizzata da Barbara Brancaleoni. Ritagli di pelle e metalli si dispongono in sequenza, creando sagome concavo-convesse che evocano forme organiche e inglobano frammenti naturali, legni e pietre levigati e resi unici dall’usura del mare. Tra arte, artigianato e design oggetti che si adattano al corpo e si modellano su di esso secondo l’uso.

Chiara Baschieri vincitrice del concorso Ethical Fashion promosso da AltaRoma, disegna e progetta collezioni femminili dinamiche dalle tonalità naturali per uno stile sobrio, ma costruito.

Chiara Cola è la giovane designer romana che unisce l’elaborazione della stampa digitale alle rifiniture artigianali. Ne nascono Video, tessuti e abiti che raccontano il percorso artistico nella ricerca dei colori, forti e a contrasto, e dei volumi come mezzo di espressione comunicativa. Tra realtà e immaginazione.

Emiliano Maggi per Bomba, il designer, musicista, artista proiettato presenta uno special-project sul gioiello come documento dei suoi viaggi nel passato della tradizione.

Glix di Paola Monorchio, che ha creato una collezione dai tagli essenziali e dalle forme severe, che riportano alla mente il rigore austero dei samurai, ma che, unite a pieghe docili in cui le linee si ammorbidiscono, rivelano una grazia tipicamente femminile.

Katerina Kouzmina la tradizione del ribbon-silk (il ricamo con i nastri) per creare accessori contemporanei con il sapore del manufatto artistico. Pezzi unici, opere d’arte come reliquie romantiche, fatte per entrare in un mondo fiabesco.

Ludovica Amati presenta abiti femminili della collezione ispirata alla tribù peruviana dei Shibipo, dove le donne usano tessere sul tessuto i loro canti chiamati Icaros. Ogni abito ha il proprio Icaro. Presenta anche le immagini del video girato per lei da Asia Argento.

Move-Officine del Cappello nasce dalla lunga esperienza del lavoro per il cinema e il teatro di Massimiliano Amicucci: cappelli realizzati completamente a mano con cinquanta fasi di lavorazione e materiali naturali al 100%.

Pesce&Patata di Ludovico Milani e Gabriele Litta: due outsider, due creativi allo stato puro capaci di trasferire la propria energia sulla collezione femminile che diventa pretesto per esprimere arte e genio trasgressivo con capacità artigianali.

Retropose di Federica Cremisini e Giulia Mitarotonda che si diplomano all’Accademia di Costume e di Moda e collaborano creando un brand basato sulla semplicità del gesto costruttivo che crea la borsa contemporanea.

Setecento (con una sola T) è un laboratorio creativo di ricerca dell’heritage e della tradizione sartoriale veneziana. Attraverso una fitta rete di collaborazioni, dai nuovi talenti dello IUAV di Treviso, ai nomi dell’avanguardia come Aganovich, invita esaminare e reinterpretare un modo di vivere la moda basata sulla ricerca storica, dagli archivi di Rubelli e Bevilacqua al vintage scouting di mezzo mondo, preferendo il pezzo unico alla produzione di massa. Con l’obiettivo di catturare l’essenza di un’eleganza senza un tempo.

Soul Skin il marchio creato da Francesco Ferrari presenta cinque capi maschili fatti apposta per White secondo il suo spirito di avanguardia che cerca, con rigore stilistico, soluzioni sartoriali per avvolgere artisticamente l’anatomia umana.

Studio Pretzel di Emiliano Laszlo propone un brand maschile colto che cita divise di immagine orientale, elegantemente comode, attente ai particolari e ai tagli realizzati da esperte mani artigiane a km zero. Lazlo presenta a White anche il video selezionato da Diane Pernet per A.S.W.O.F. A Milano.

Tiziano Guardini intreccia la sua esperienza nella moda a una viscerale passione per la natura, realizzando creazioni uniche. Tulle ricamato con corteccia di pino, bustini in rafia, canapa e petali di pigne, danno vita a una capsule collection che fa dell’ecosostenibilità unita alla ricerca artistica la sua cifra stilistica.

Vittorio Valerio, capi da uomo pensati per vivere in libertà, nella natura come esploratori intelligenti della propria vita: il futuro come ricordo del passato letto come ricerca della qualità.

L’allestimento dell’area A.I.Remove è curato da Servomuto, puro stile italiano, il brand di lampade e paralumi di due designer leccesi, Francesca De Giorgi e Alessandro Poli che usano, per le loro opere d’arte, materiali di riciclo come i vecchi plaid, le effigi religiose dei santini, i poster degli anni Settanta o le tappezzerie d’antan.

 

 

 

 

 

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